CAMRA Sussex Beer Festival 2009

Archiviato in Eventi da lorenzo il martedì 31 marzo 2009 alle 01:48

Uno degli appuntamenti più importanti del sud d’Inghilterra organizzati dalla CAMRA è senza dubbio il Sussex Beer Festival, giunto alla sua 19esima edizione, svolto come di tradizione alla Town Hall di Hove (Brighton). Come sempre il successo riscosso è stato molto, si parla infatti di più di 4200 biglietti venduti per i 3 giorni di festival, numeri che fanno il paio con l’ampia offerta di birre che veniva proposta: un centinaio di diversi produttori per un totale di 210 birre.

Per quanto riguarda il festival vero e proprio, in Inghilterra – non solo a questo festival – sembra che tutto si sia fermato a molti anni fa, quando la differenza si faceva solo con la birra, mentre nomi, slogan e etichette lasciavano il tempo che trovavano. Infatti a differenza dei festival a cui noi continentali siamo abituati, con stand e un rappresentante della birreria a servirci, qui la birra viene spillata per gravità dai fusti arrivati direttamente dai birrifici e servita da “anonimi” ma preziosissimi volontari, che permettono lo svolgimento del festival. Ordinati alfabeticamente con l’iniziale del birrificio, i fusti si differenziano infatti solo per l’etichetta che viene appesa loro davanti.

Il biglietto è costato £5 per il sabato, il giovedì invece £3.50, comprendente unicamente l’ingresso e il bicchiere della manifestazione che potrete portare a casa con voi. Il consiglio più prezioso che si possa dare è di andare il primo giorno della manifestazione, e questo vale per ogni festival in UK: le ragioni sono semplici, spesso infatti il primo giorno è il giovedì e, essendo molte persone a lavoro anche la mattina seguente, l’affollamento è di gran lunga minore (come è possibile vedere nella prossima foto); last but not least, l’ultimo giorno più della metà delle birre sono finite e l’ultima cosa che volete è essere a un festival dove ciò che desideravate veramente provare è già finito. Tornando a noi, con £10 si avevano a disposizione un centinaio di “gettoni” di carta e mezza pinta costava generalmente intorno agli 11, quindi con circa £15 si poteva tornare a casa più che soddisfatti, tenendo specialmente conto che con il passare della serata (e delle pinte) la gente seminava tagliandi in giro, che Pollicino al confronto sarebbe impallidito. E’ inoltre disponibile un libricino con tutte le birre a disposizione con una piccola descrizione per ognuna, che oltre a aiutare nel decidere cosa bere, facilita anche a ricordarsi il mattino seguente tutto ciò che è stato provato grazie a qualche provvidenziale nota! Oltre alla sala principale era anche presente al piano inferiore una saletta con una sessantina birre provenienti unicamente dal Sussex.

La birra vincitrice del festival, democraticamente eletta dal pubblico è stata la Thornbridge Jaipur IPA, mentre il Bev Robbins Trophy per la miglior birra del Sussex è stato assegnato alla Dark Star Saison, l’ultima felice creazione del birrificio di cui ho già accennato qualcosa in passato e presto descriverò con maggior dovizia. La mia menzione particolare va invece alla Crouch Vale Amarillo, una bitter/golden ale il cui nome deriva dalla tipologia di luppolo utilizzata e alla Oakleaf Maypole Mild, bevibilità estrema per una mild con malto e luppolatura perfettamente bilanciati.
L’unico peccato, ed errore, è stato quello di lasciar da parte un po di birre che sapevo fossero molto buone per il sabato e non bere tutte le migliori il giovedì sera. Scelta rivelatasi fatale perchè l’ultimo giorno più di 140 erano già state completamente finite, e in queste 140 erano ovviamente comprese molte di quelle che mi ero prefissato, ma questo sarà un buon motivo per tornare l’anno prossimo… non che ulteriori pretesti fossero necessari!

Lorenzo


Una pinta? 8 euro!

Archiviato in Birra da gabriele il sabato 28 marzo 2009 alle 13:03

A Firenze è successa una cosa. I tre pub più centrali della città hanno aggiornato il listino portando il prezzo della pinta per le birre del gruppo Guinness, più alcune altre, a 8 euro.
Si viene a sapere che qualcuno, non credo sia importante sapere chi, ha acquistato i tre pub in questione, ovvero il JJ Cathedral di piazza del Duomo, il Michael Collins di piazza Signoria e l’Old Stove subito dietro piazza della Repubblica. Dall’alto di ciò che di fatto è un monopolio delle birre irlandesi nel centro storico di Firenze, è stata presa quella che sembra essere una decisione squisitamente commerciale: se volete una Guinness sganciate otto euro, altrimenti bevete altro.
Non è mia intenzione giudicare la strategia, i pub in questione sono frequentati per lo più da turisti molto giovani, spesso sprovvisti di mezzo di trasporto e quindi senza la possibilità uscire dal centro, che probabilmente sacrificheranno qualche euro in nome della rituale sbronza in gita.
Da fiorentino, mi sento un pochino preso per il portafogli (e per qualcos’altro). Otto euro sono oggettivamente un furto, e vi assicuro che nessuno dei 3 pub citati ha un impianto abbastanza curato da valerne anche solo la metà. Oltre al fatto che questa è l’ennesima mossa fatta da commercianti o pubblica amministrazione che sembra voler allontanare i fiorentini dal centro storico (ma questa non è la sede per parlarne).
Piuttosto che bere altro, quindi, nel mio piccolo preferisco bere altrove. Muovendosi un minimo le alternative non mancano, a partire dal Green Store di viale Malta (zona Stadio, dietro al Palasport) passando per il Braumeister di via Madonna della Tosse (vicino a piazza della Libertà) fino alla filiale di via Nazionale del Birrificio Mostodolce di Prato. Di questi locali parlaremo senz’altro in futuro.


Zythos Beer Festival 2009

Archiviato in Eventi da giacomo il giovedì 26 marzo 2009 alle 12:00

Un appuntamento fisso per gli appassionati di birra belga e dintorni, lo Zythos Beer Festival è il più grande evento birrario di quella piccola nazione che tante gioie ci procura. Stiamo parlando di un festival aperto al pubblico con circa 60 birrifici presenti (per la precisione, quest’anno erano 55), e 200 birre da degustare, tutto rigorosamente belga. Infatti Zythos è una associazione non a scopo di lucro che si rivolge ai consumatori di birra, e non tanto ai produttori. Si può quindi immaginare perché lo ZBF sia una fiera tipicamente pensata per gli appassionati di birra, e quindi particolarmente piacevole da vivere.

Il festival si svolge nello Stadsfeestzaal di Sint-Niklaas, vicino ad Antwerpen; l’edificio è molto grande ed aereato, ma buona parte dello spazio è occupata dagli stand dei birrifici, perciò dopo poco tempo tende ad essere strapieno di gente. In compenso è facilmente raggiungibile a piedi dalla stazione ferroviaria (è praticamente davanti), ed è facile da trovare se siete in macchina.

Una volta entrati, è necessario prendere il bicchiere per la degustazione (3 euro di cauzione), sempre che non ne abbiate uno degli anni passati; dopo si passa all’acquisto dei gettoni. E qui vi verrà da piangere dalla gioia: ogni gettone costa 1.20 euro, e da diritto ad una bevuta qualsiasi. Avete capito bene: tutte le 200 birre presenti costano soltanto 1.20 euro a bicchiere. Un sogno. Da notare che in teoria ogni bevuta dovrebbe consistere in 15 cl, ma il bicchiere è più capiente, e alla fine vi verrano sempre serviti quasi 20 cl. Come resistere?

Ma passiamo ai birrifici presenti. Purtroppo Girardin ha defezionato all’ultimo minuto, ma c’erano comunque birrifici famosissimi ed eccellenti: Rulles, Het Anker, Dupont, De Dolle (ovviamente col loro caratteristico furgone e lo stand più colorato di tutti), Malheur, Boon, Bavik, Caracole, De Koninck, De Ranke, Van Eecke, e uno stand per le varie trappiste (tranne Westvleteren, ovviamente). La scelta era molto vasta, ed ogni stand proponeva in genere almeno 2 o 3 linee di spina, e il resto della selezione in bottiglia. Gli stand più apprezzati dal pubblico, almeno a giudicare dalla quantità di gente davanti, sembravano essere Malheur (soprattutto le eccellenti Brut) e De Dolle, che aveva preparato anche una graditissima sorpresa: una birra in edizione speciale per il festival, la Cosmos Porter alla spina. Una porter molto caratteristica: acida, pungente, con note di mela verde ma un con un corpo rotondo e un finale intenso di luppolo. Ottima. Da ricordare anche le buone acide della Oud Beersel (gueze e kriek), la piacevole sorpresa Petrus Aged Pale, e alcune classiche ma sempre ottime spine (Rulles Estivale, De Dolle Extra Export Stout). C’è stato ovviamente spazio anche per assaggi di qualcosa di sconosciuto, come la Femme Fatale della De Leite (onestamente troppo dolce, non mi è piaciuta), Maagd van Gottem della Sint Canarus, ed altre.  Unica vera delusione: l’anonima Troublette, del birrificio Caracole che mi aveva abituato a ben altri standard.

Ci sono anche vari stand dove comprare qualcosa da mangiare: hot dog, hamburger, patatine, formaggio, e altri ammennicoli. Evitate gli hot dog e gli hamburger, che sono pessimi, ma il resto del cibo era mangiabile; anche se il punto forte del festival è, indiscutibilmente, la vastissima scelta di ottime birre a prezzo irrisorio. Se riuscite ad andare in  Belgio nei giorni della manifestazione, da non perdere per nessuna ragione al mondo.

Giacomo
(photos: Wayne Field)


Italia Beer Festival Milano @ Palalido

Archiviato in Eventi da alessio il lunedì 23 marzo 2009 alle 17:10

Oggi è l’ultimo giorno dell’Italia Beer Festival di Milano, organizzato per la quarta volta dall’Associazione Degustatori Birra e per la prima volta all’interno del Palalido, palazzetto in zona piazzale Lotto noto per lo più agli appassionati di basket o di concerti rock.

Quest’anno abbiamo mantenuto il tradizionale appuntamento del sabato pomeriggio come occasione di incontro tra amici e di scambio consigli, pareri ed esperienze su ciò che la scena birraria italiana può offrire.

Del festival e dei suoi meccanismi abbiamo già parlato per presentarlo, dare qualche consiglio e mettere così il lettore in condizione di saperne il più possibile quindi poterne godere al meglio.

Ora che il festival (almeno per il pubblico: oggi è l’ultimo giorno, tradizionalmente riservato agli operatori del settore) è chiuso, possiamo mostrarvi un paio di foto e raccontarvi le nostre impressioni a posteriori.

Partiamo dalla location: la zona del “campo” è un po’ angusta. Gli stand ci stanno comodamente, la gente un po’ meno, negli orari di massimo affollamento (il dopocena, che abbiamo evitato) immaginiamo che la situazione non fosse delle più facili sia per gli espositori che per il pubblico. L’idea che la gente vada a sedersi ai seggiolini in plastica lungo le gradinate non sembra essere troppo gradita alle persone con cui abbiamo chiacchierato, e viene vista più come un ripiego inevitabile: l’anima delle manifestazioni di questo tipo è stare in mezzo alla gente, scambiare pareri e consigli in quella che è la naturale Agorà del palazzetto.

Gli espositori: non c’è che dire, la scena birraria italiana si conferma viva e interessante, con birrifici ormai storici che presentano nuovi prodotti di sicuro interesse e debuttanti che non sembrano temere complessi di inferiorità nei confronti di nomi e marchi consolidati. Il problema è capire come mai non fossero presenti altri nomi importanti che negli anni scorsi avevano deliziato il pubblico con le loro produzioni, se per un problema di costi, di organizzazione o di motivazioni. La risposta non ce l’abbiamo, possiamo solo augurarci che si possa trovare un bilanciamento tra location troppo grandi (Fieramilanocity) e troppo piccole (il Palalido, appunto), e che ci siano sempre, anche in futuro, un buon numero di birrifici a portare e far conoscere le loro produzioni in questa vetrina che si conferma una delle più importanti italiane.

Provate e piaciute: ci siamo dedicati quasi esclusivamente alla scoperta di nuovi prodotti o birrifici.

Tra le piacevoli novità, vanno sicuramente menzionate la Terrarossa del birrificio B94 di Lecce, terza classificata nella categoria alta fermentazione sotto i 12° Plato al concorso per la miglior birra dell’anno indetto da Unionbirrai. I complimenti al mastro birraio e un sincero in bocca al lupo per il futuro, sperando di rivederlo di fiera in fiera. Notevole anche la Surfin’ Hop di Toccalmatto (birrificio di cui avevamo parlato qui), provata per la prima volta alla spina.

Tra i nomi storici, spiccano due nuovi prodotti a forte presenza di luppoli. Il primo è la SuperanAle del Bi.Du. di Rodero (CO), una specie di rielaborazione ancora più carica della classica ArtigianAle: promossa a pieni voti. Altra birra interessante è la nuovissima I.P.A. dei lucchesi del Brùton, ancora priva di nome e temporaneamente indicata come “La Cosa”.

Tra gli importatori, impossibile non parlare dell’angolino gestito dal 4:20 di Roma, dove alcune tra le più interessanti produzioni europee (Mikkeler e De Molen) venivano servite con passione e competenza. Dell’olandese De Molen si era già parlato nell’articolo sul Wildeman, mentre la danese Mikkeler ha alcune tra le birre più apprezzate da diversi autori di questo blog (in particolare Andrea).

Un ultimo appunto riguarda l’offerta gastronomica, troppo limitata e a prezzi tutt’altro che competitivi. Un classico purtroppo ripetuto negli anni, il tutto in un ambiente che si fa forte – di locale in locale, di degustazione in degustazione – di trovare cibi interessanti e appetitosi e che purtroppo vede la scelta (cioccolato a parte) al tragico bivio tra una salamella argentina e una piadina a prezzi da capogiro.


Guida Rapida… a Edimburgo.

Archiviato in Locali, Viaggi da mattia il venerdì 20 marzo 2009 alle 15:32

A fine febbraio sono stato ad Edimburgo per il Sei nazioni di rugby, per seguire le disgraziate avventure della nazionale italiana, e così, essendo la mia quarta visita nella splendida città scozzese, ho deciso bene di informarmi (prima di andare) su quali erano i migliori locali. Grazie anche alle mie precedenti esperienze, son riuscito a bere qualcosa di valido. Più che altro, tanto.
La città, come potete immaginare, offre locale a ogni piè sospinto, ma molti sono i classici pub con le classiche birre commerciali. Cercando bene però si possono trovare locali in cui sorseggiare produzioni decisamente migliori.

Cominciamo con quello che è diventato il mio nuovo locale preferito:
Kay’s Bar, 39 Jamaica St., Edinburgh (mappa)
Locale veramente minuscolo, in una zona residenziale appena fuori dalla parte commerciale della città bassa, a non più di 5 minuti da Princess Street. Quando siamo arrivati noi, il locale era stracolmo di gente, vuoi perchè era sabato, vuoi perchè era giornata di rugby e questo è IL locale del rugby ad Edimburgo. Ci siamo volentieri uniti ad una frotta di scozzesi moderatamente alticci che facevano il tifo contro l’Inghilterra, facendoci quindi volentieri trascinare anche nell’assaggiare un pò tutto quello che il bancone offriva. Le spine sono circa una decina, e di commerciale si trova solamente la Guinness e poco altro. Il resto è solo ed esclusivamente di stampo artigianale, potendo contare su almeno 6 Real Ales, di cui alcune veramente eccellenti – i nomi ahimè si scordano quando se ne provano troppe. Il locale (che non serve cibo) vale  una visita approfondita anche da parte di chi ama i whiskies, potendo contare su un’ampia scelta. Stiate attenti a conservare un pò di forze per il ritorno alla vostra stanza: la strada per il centro è in forte salita!

Kays Bar, Edinburgh, Scotland

The Kenilworth, 152-154 Rose Street, Edinburgh (mappa)
Il mio pub di fiducia da sempre ad Edimburgo, che bene o male non tradisce mai. Situato nella zona più ricca di locali (quale è Rose Street, parallela di Princess street, città nuova), è esteticamente molto bello, con specchi e decorazioni su tutte le pareti; curiosa anche la struttura, con la stanza principale di pianta quadrata con il bancone situato nel mezzo e sgabelli e tavolini su tutti e quattro i lati. Qui, rispetto al Kay’s Bar, le birre alla spina sono decisamente più commerciali, ma due-tre linee son sempre dedicate a Real Ales. questa volta ho trovato una spina della Harviestoun, altre volte Orkney e birrifici locali. Anche qui grande assortimento di whiskies e ottimo cibo (per quanto il cibo britannico si possa definire ottimo).

In base alla mia esperienza, questi sono i locali che mi sento di suggerire ad occhi chiusi. Per il resto, molti sono locali normali che si possono trovare in tutte le città britanniche, oppure sono locali che non ho ancora avuto il piacere di provare…


San Patrizio a Milano (e Nibionno)

Archiviato in Eventi da alessio il martedì 17 marzo 2009 alle 00:01

Buon San Patrizio a tutti!

Come ogni anno, la tradizionale festa nazionale irlandese sarà occasione per celebrare il popolo irlandese e le loro meravigliose birre (e whiskey). Gli appuntamenti includono parate celebrative nelle città più irlandesi d’America (Boston, New York e Chicago, tra le altre) e nei paesi anglofoni in generale.

Da diversi anni è una celebrazione sempre più in voga anche nei pub italiani, un po’ per marketing, un po’ per il fascino che l’Irlanda e le sue tradizioni hanno suscitato negli italiani da anni a questa parte (basti pensare ai Modena City Ramblers, o alle folle oceaniche dei concerti degli U2 o dei Cranberries).

In prima linea, ovviamente, gli irish pub delle città: per Milano si parla soprattutto di tre pub storici e molto apprezzati. Al Pogue Mahone’s di via Salmini 1 ogni anno si svolge una piccola “gara di bevute”, Guinness a fiumi e pub preso d’assalto già dal tardo pomeriggio. Probabile massiccia presenza irlandese e anglofona, come del resto al Murphy’s Law di via Montevideo 3. Come dice il nome stesso, qui si serve la principale concorrente della scura più nota al mondo. Un altro ottimo posto dove trascorrere un piacevole San Patrizio è il Mulligan’s di via G. Govone 28. Oltre a litri di birra irlandese (Guinness e Beamish), intorno a mezzanotte si svolgerà l’abituale estrazione di gadget e magliette.

Si preannuncia un ottimo san Patrizio anche per i clienti dell’Ines Stube di Nibionno (LC): la serata prevede ben tre tipi di stout diverse, di cui due irlandesi (Oyster Stout e O’Hara’s Celtic Stout) e una italiana (la ottima Verdi Imperial Stout del Ducato).

Queste sono alcune idee su come passare un san Patrizio ricco di birra e di divertimento, ovunque vi troviate. L’ultimo consiglio è di avere con voi un guidatore sobrio, se vi muoverete in macchina: innanzitutto per guida sicura, e non ultimo per i numerosi controlli a tappeto che negli ultimi anni non sono mai mancati.

Sláinte!


Italia Beer Festival Milano – istruzioni per l’uso

Archiviato in Eventi da alessio il lunedì 16 marzo 2009 alle 19:46

Da venerdì 20 a lunedì 23 marzo si svolgerà a Milano la quarta edizione dell’Italia Beer Festival di Milano (anche se le precedenti avevano nome “Salone della Birra Artigianale e di Qualità”): avevamo già anticipato qualcosa nel post che annunciava le fiere di marzo, ma dato che la “febbre” sale ne approfittiamo per dare tutte le informazioni del caso. Come al solito organizzano quelli dell’Associazione Degustatori Birra.

Partiamo dagli orari di apertura: si comincia venerdì alle 17.00 (chiusura alle 02.00), sabato invece il Palalido sarà aperto dalle 12.00 (la chiusura è prevista per le 02.00), domenica invece si entrerà alle 12.00 (chiusura alle 24.00). Lunedì l’ingresso sarà riservato agli operatori del settore, che potranno visitare la manifestazione dalle 10.00 alle 17.00.

Poi, il luogo. Come già anticipato, non è più la Fieramilanocity ma è il Palalido di piazza Stuparich. Si raggiunge facilmente con i mezzi (M1 fermata Lotto) oppure in macchina. Il parcheggio in zona dovrebbe essere ragionevolmente facile, tenendo presente che domenica pomeriggio gioca l’Inter e la zona sarà congestionata dai tifosi nerazzurri (San Siro è vicinissimo). Per quanti di voi amavano coniugare la visita congiunta fumetti + birra, purtroppo quest’anno le due manifestazioni si sono separate: al Palalido troverete “solo” birra e cioccolato.

Last but not least, i prezzi. L’ingresso è stato ribassato a 8 euro (contro i 9 dell’edizione 2008) ma l’offerta, come detto, non comprende più la parte fumetti o games. Le modalità di degustazione invece sono le stesse: gettoni a 1 euro validi per 0,1L di birra (oppure 2 gettoni per 0,25L). Novità importante, per il pubblico più affezionato, l’introduzione di miniabbonamenti che permettono di ridurre l’esborso per chi intenda visitare la manifestazione più di una volta.

Il cioccolato: sono annunciati quattro produttori di cioccolato artigianale per la gioia degli appassionati.

Il cibo: saranno presenti lo stand del BQ (di cui si è già parlato su questo blog) e quello di un ristorante argentino. Negli anni passati i prezzi per il cibo non erano troppo popolari.

Infine, le birre. Alcuni birrifici presenti alle passate edizioni mancheranno, qualcuno sarà al debutto, altri invece sono di lungo corso. Qualche consiglio sugli assaggi firmato Pintaperfetta? Eccoli qui:

Bi.Du. Artigian-ale e Rodersch, Brùton Lilith, Ducato New Morning e Verdi Imperial Stout, Menaresta Felina, Orso Verde Backdoor Bitter e Rebelde, Toccalmatto Rude Boy e Surfin’ Hop.

Ne ho scelte massimo un paio per birrificio, anche se alcuni di questi non ci hanno davvero mai deluso. A voi provarne, scoprirne e consigliarcene altre!

Se ancora ne volete sapere di più, potete consultare il sito ufficiale.


Bierkoning – Amsterdam (NL)

Archiviato in Beershop da alessio il lunedì 16 marzo 2009 alle 12:50

Il Bierkoning (Re della Birra, perfettamente raffigurato nell’insegna-logo nell’atto di bere da un boccale grande quanto lui) è un beer shop di Amsterdam, situato nelle immediate vicinanze di piazza Dam, a non più di un centinaio di metri dalla piazza. Non ricordo di preciso come lo scoprii, anni fa, ma il colpo d’occhio fu impressionante appena entrato.

Con 23 anni di storia e una posizione a dir poco invidiabile nel pieno centro della città il Bierkoning rappresenta una gioia sia per l’appassionato di birra che abita in città, che per il turista di passaggio.

Oltre 950 bottiglie diverse, scelte con cura e tra il meglio della produzione mondiale (U.S.A., Belgio e Olanda, ma anche U.K. e Germania, più qualche curiosità anche da altri paesi: nel 2007 trovai la Panil Barriquée a tenere alto il nome della birra artigianale italiana), più una parete impressionante di bicchieri (oltre 300, pare) sono le cifre con cui si presenta questo beer shop che a ragione potremmo definire “ideale”. Personale competente e amichevole, una selezione di libri a tema birrario, magliette altrove introvabili, un reparto dedicato alle acide, e poi birre trappiste invecchiate (Rochefort e Westvleteren) e a prezzi interessantissimi, un paio di piccoli frigo per le esigenze più immediate, confezioni regalo e tanto altro ancora.

Impressionante la quantità di birre di difficile reperibilità viste sugli scaffali, roba da far impallidire anche il consumatore più esigente, e prezzi onestissimi. Affittano anche spine mobili, se per caso aveste voglia di organizzare una festicciola da quelle parti.

Bierkoning
Paleisstraat 125
Amsterdam

Sito del Bierkoning.


In De Wildeman – Amsterdam (NL)

Archiviato in Locali, Viaggi da alessio il giovedì 5 marzo 2009 alle 19:00

Questo è stato il primo posto “da birra” che ho scoperto ad Amsterdam, diversi anni fa, tramite conoscenze. E, proprio lì, scoprii tante cose che per me erano nuove: la Good Beer Guide di Tim Webb dedicata a Belgio e Olanda, l’esistenza della CAMRA e di altre importanti associazioni che promuovono la birra “di qualità”, insomma di una cultura della birra consolidata da pubblicazioni, associazioni di esperti e di appassionati. Tra cui la Alliantie van Bier Tapperijen, di cui il Wildeman è orgoglioso promotore, che raduna i migliori pub olandesi dove trovare birra di qualità.

Un po’ di storia: il Wildeman (o meglio: In De Wildeman, che si traduce come “Dal Cavernicolo”) esiste sotto l’attuale gestione da oltre 20 anni (1986). Da allora, è stato meta importante del turismo birrario mondiale e segnalato su ogni guida possibile dai migliori beer writer al mondo (Tim Webb, Michael Jackson e altri ancora). Allora i bar specializzati in birra erano ancora delle rarità, e per certi versi lo sono ancora.

Il locale, che si trova in un vicolo (Kolksteeg 3) a pochi passi da piazza Dam e 5 minuti di camminata dalla stazione centrale, è una  vera gemma. La passione qui è palpabile nei muri (che hanno visto passare ogni epoca giacché il locale serve liquori da centinaia di anni), nel personale preparatissimo, nei clienti. Non è cambiato molto da allora: qualche ritocco alla lista, il divieto di fumo introdotto dal governo olandese recentemente (prima solo in una delle due sale era vietato fumare), mentre sono rimaste invariate alcune caratteristiche specifiche, l’offerta limitata di cibo (qualche salsiccia fresca molto interessante, qualche formaggio trappista, qualche stuzzichino “da birreria”) e l’assenza totale di musica: silenzio, parla la birra, parlano le persone.

La lista delle 200 birre in bottiglia è dedicata in particolar modo a Belgio e Olanda, ed è suddivisa per tipologia (trappiste, abbazia, acide) o provenienza (il Belgio è diviso in birre fiamminghe e valloni, poi ci sono piccole sezioni dedicate a una selezione di americane, tedesche e via dicendo). Oltre a tutte queste, si trova sempre una selezione di birre fuori lista: per scoprirle bisogna tenere d’occhio le lavagnette al banco o vicino alla lavagna delle spine.

Il meglio, infatti, arriva con i fusti. Non si parla infatti del normale pub di provincia a cui siamo abituati, con le sue linee di spina rigidamente inchiodate ai contratti di fornitura, ma di un locale che fa del continuo rinnovarsi della proposta alla spina un vanto e una bandiera. Le spine sono circa 18, e in pratica l’unica fissa è la Guinness. Il resto delle proposte varia di settimana in settimana, e spesso è facile trovare novità e sostituzioni anche a distanza di pochissimi giorni. In generale, segue certi schemi per coprire le tipologie più richieste (Pils, Weizen, Bock, Tripel e via dicendo) senza disdegnare birre particolari o fuori dagli schemi. Mi limiterò a nominare alcune squisitezze trovate durante la mia ultima trasferta: Hel en Verdoemenis (De Molen, NL), 4 Granen Bock (Jopen, NL), Snake Dog I.P.A. (Flying Dog, U.S.A.) e la Fuller’s E.S.B (UK).

Il modo per conoscere le proposte in anticipo è visitare il pub o sito del Wildeman (in inglese), aggiornato con puntualità.


Marzo, mese di birra e di fiere

Archiviato in Eventi da alessio il martedì 3 marzo 2009 alle 13:35

Che dire? E’ tutto nel titolo, no?

Un mese ricco di appuntamenti più o meno imperdibili, per chi ama la buona birra. Dalla festa nazionale irlandese di S. Patrizio il 17 marzo (imperdibile nella verde Irlanda, ma che può riservare grandi cose anche nelle città con forti comunità anglosassoni: Boston, NY, o magari il ritrovo storico al Pogue Mahone in porta Romana a Milano, affollato fin dal pomeriggio) alle fiere dedicate a birra e cibo di qualità che nelle prossime settimane riempiranno i nostri e i vostri weekend.

Questo post, oltre che segnalarvi ciò che succederà, vi darà anche un’anteprima di ciò che seguiremo in prima persona.

Si comincia con lo Zythos Beer Festival, il più importante festival birrario del Belgio: per l’occasione si scatena il turismo birrario europeo da ogni dove, e in Italia è il solito Lorenzo “Kuaska” Dabove, come ogni anno, a organizzare la trasferta. Per Pintaperfetta lo seguirà Giacomo.

Il tour organizzato da Kuaska

Spostiamoci oltremanica: Lorenzo, che vi ha parlato dell’evento “indie” di Brighton, si recherà alla Town Hall di Hove per seguire la diciannovesima edizione del Sussex Beer Festival organizzata dalla sede locale della CAMRA. Dal 12 al 14 marzo si potranno degustare almeno 200 birre differenti, di cui oltre una settantina di produzione locale (Sussex, appunto).
Sito ufficiale della manifestazione

Subito dopo (dal 14 al 16 marzo 2009) a Firenze ritorna Taste, la tradizionale manifestazione dedicata al gusto. Degustazioni e presentazioni di vini, cibi e ovviamente birra. Tra i birrifici presenti alla scorsa edizione Birrificio Italiano, Baladin, 32 Via dei Birrai, Birrificio Cajun, L’Olmaia, Mostodolce, Grado Plato, Brùton, Lambrate, Birrificio del Ducato e White Dog, e interventi-degustazioni con Teo Musso (Baladin) e il già citato Kuaska. Complessivamente, però, l’impressione era di una fiera abbastanza troppo generalista per essere davvero soddisfacente per chi davvero segue con passione la birra artigianale italiana (e magari è in grado di trovare le stesse birre nei beer shop o in qualche birreria di fiducia). Ultima nota negativa, almeno secondo il nostro punto di vista, l’assenza totale di birre in fusto. Per maggiori informazioni c’è il Sito ufficiale di “Taste”.

E una settimana dopo, dal 20 al 23 marzo 2009, si svolgerà l’Italia Beer Festival di Milano (ex Salone della Birra Artigianale e di Qualità). La sede della manifestazione si è spostata dalla vecchia fiera cittadina (nota come Fieramilanocity) al Palalido di piazza Stuparich 1, palazzetto noto prevalentemente per manifestazioni sportive e concerti. Lo spostamento significa innanzitutto la separazione dalla fiera del fumetto e dei videogiochi Cartoomics, che invece resta in Fieramilanocity. Una brutta notizia, quindi, per chi amava un giro tra gli stand di fumetti e videogiochi tra una birra e l’altra. Il costo dell’ingresso resta pressoché invariato (8 euro contro i 9 della scorsa edizione: ma l’offerta, come detto, era ben diversa), e restano invariati rispetto al 2008 i costi delle birre (1 euro per la degustazione da 0,1L, 2 euro per 0,25L). Tra i birrifici confermati sul sito ufficiale al momento in cui scriviamo spiccano alcuni “nomi nuovi” come Toccalmatto (di cui si era parlato pochi giorni fa) e Menaresta, mentre la lista delle assenze rispetto alle passate edizioni sembra includere alcuni nomi ben noti ai nostri palati come 32 via dei Birrai, Manerba, Mosto Dolce e White Dog. Confermatissimi invece Bi.Du., Ducato, Orso Verde, Amiata e altri ancora.
Info su IBF Milano.

Cercheremo di seguire, raccontare e farvi (ri)vivere tutti questi eventi, con la possibile eccezione di Taste, che lo scorso anno non aveva riscosso grande successo nei nostri inviati.

Per ora è tutto, in questi giorni comincerò a raccontare la ricchissima trasferta olandese.


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