In quasi tutte le città si riesce, con un po’ di fortuna, a trovare dei piccoli gioielli. Ed è il motivo principale per cui non mi dispero mai, anche se devo andare in posti che, di primo acchito, non ispirano la benché minima fiducia. Questo copione si è verificato anche a Nancy, non troppo popolata città dell’est francese. Cosa fare per allietare le serate? Niente di meglio di abbondanti pinte di birra. E dove trovare della buona birra in pieno centro? Ecco la risposta: Frères Berthom, accanto alla piazza del municipio (Place Stanislas), a meno di 5 minuti dalla fermata Point Central dell’unica linea di tram (Google Maps).
Un pub dall’aria molto familiare: l’arredamento è piacevole e un po’ rustico, nello stile delle statuette dei troll nordici che a volte si trovano in giro; i camerieri salutano sempre e chiedono come va, anche se mi hanno visto solo due volte in vita loro. E addirittura il proprietario si ferma a stringere la mano e a informarsi su cosa ci facciamo noi lì, volti nuovi in una città che, nel periodo delle vacanze scolastiche, è assai poco popolata.
Che cosa c’è di interessante in questo pub, su due piani ma comunque piuttosto piccolo? Sicuramente le linee di spina non sono male. Propongono varie birre della Duvel/Moortgat; in particolare, si trovano le tre Maredsous (6, 8 e 10), la Bel Pils, alcune della brasserie Achouffe a rotazione, Faro Lambic, Lindemans Kriek, più altre varie ed eventuali. Niente di eccezionale, ma fanno la loro figura. In questo momento c’è ancora la natalizia N’Ice, che però non mi ha mai colpito e quindi ho evitato. Le Maredsous, invece, sono secondo me più che oneste, e trovarle alla spina fa sempre piacere. La Maredsous 6 è una bionda molto equilibrata, la 8 una strong ale (scura) con un bel corpo ma non pesante, mentre la 10 è il cavallo di battaglia: una tripel ben fatta che però, a mio avviso, perde nettamente il confronto con i mostri sacri della produzione birraria belga. Fra le tre, la mia preferita è la 8: pur essendo scura, alla spina acquisisce quella freschezza che in bottiglia le manca, e si lascia bere molto volentieri.
Una nota interessante è la bontà della spillatura: le varie pinte che ho preso mi sono sempre arrivate spillate con ogni cura, e – si sa – la bevuta ne guadagna. Non potevano mancare anche varie trappiste in bottiglia, più tutte le altre bottiglie della linea Duvel/Moortgat. I prezzi sono accettabili: in happy hour una pinta costa circa 3 euro (con piccole variazioni in dipendenza dalle birre), mentre il prezzo sale fino a 6 euro dopo le 21:00.
Riassumendo, un ambiente molto familiare e amichevole, unito a delle birre alla spina non eccelse, ma sicuramente buone e servite con molta competenza, fanno di questo piccolo pub un buon posto dove passare le serate se vi trovate da quelle parti.
Giacomo
(nota: foto da cityvox.com)









