Town Hall Brewery

Categoria: Locali

A volte ci sono segni del destino. Saranno stati i due bicchieri di Tawny Port di prima mattina, ma durante il viaggio di andata verso Minneapolis non potevo fare a meno di chiedermi: “Perchè Minneapolis alle soglie dell’inverno e non, che so, Rio de Janeiro?” Ma la risposta non è tardata ad arrivare. Town Hall Brewery (Google Maps), un posto dove vorrete assolutamente andare, se mai capitate in quella zona. Un Brewpub con la B maiuscola.

Non so se è il freddo che c’è da quelle parti, a spingere la popolazione autoctona a restarsene chiusa in un pub a bere birra; fatto sta che qua la birra la sanno fare, e bene. Il pub in questione è abbastanza grande, con due sale di cui una mette anche a disposizione un biliardo. L’atmosfera è calda, in contrasto col vento fuori. Subito si nota un bancone di grandi dimensioni, con varie linee di spina, e dietro delle lavagne su cui vengono scribacchiate le disponibilità del momento. Informandosi, si scopre che l’offerta consiste in 5 spine fisse per tutto l’anno, 5 a rotazione con delle stagionali, 2 birre on cask, più 5 birre ospiti (cioè non prodotte da loro), anch’esse a rotazione. Niente male. Tanto più che i prezzi sono ottimi: sui 5 dollari per una pinta, con possibilità di prendere caraffe da 1.5 litri a prezzo irrisorio, e una selezione di assaggi – stagionali o birre di tutto l’anno – a 9 dollari circa. Ci si chiede se la qualità sia all’altezza della fama che questo posto si è attirato nel tempo.

La risposta è semplice: si. Alcune birre sono dannatamente buone. Ci sono tornato varie volte, non so quante pinte ho bevuto, ma ho assaggiato tutto quello che avevano da proporre, e non ho mai trovato nulla sotto la sufficienza, scoprendo invece delle meraviglie. Non mi soffermo sulle spine che considero oneste, ma non esaltanti: Anniversary Tripel, Dunkel Weiss, California Amber , West Bank Ale, Bright Spot Golden Ale. Imitare gli stili europei, secondo me, non è mai una grande idea. La Tripel, sullo stile belga, è troppo dolce; la weiss poco saporita. Non male la California Amber e gli ale, ma tutto sommato non sono perfettamente riuscite. Però ci sono alcune birre da non perdere.

Masala Mama IPA: semplicemente il miglior IPA alla spina che abbia mai bevuto. Si apprezzano note fruttate: uva, agrumi; il malto, ben presente, conferisce una vena di caramello. Ma è il luppolo che fa da padrone, con un finale amaro ma ben bilanciato. La carbonazione, poi, è perfetta per renderla una birra da bere anche per tutta la sera.
Mango Mama IPA: l’IPA con una infusione di mango. Confesso che ero molto scettico su questo esperimento, ma una volta assaggiato ho spazzato ogni dubbio. Il corpo è lo stesso del Masala Mama, ma svanisce leggermente il malto in favore di un buon sapore di… mango. Può sembrare strano, ma posso assicurarvi che dopo la prima pinta avrete voglia di prenderne ancora.
Hope and King Scotch Ale: non sono un fan degli scotch ale, ma questo mi è piaciuto. A dominare il gusto è il malto, leggermente tostato, che da’ un sapore di caramello e cioccolata. Piuttosto dolce e quindi magari atipico, ma sicuramente ben fatto.
Black H2O Oatmeal Stout: stout vellutato (merito dell’avena), piacevolissimo da bere. Bellissimo colore nero. L’odore è quello tipico del caffè tostato; il gusto è poco accentuato, non invasivo, sempre di caffè e cioccolato scuro, dolciastro.
IPA e Stout on cask: immaginatevi le birre di cui sopra, più fresche, con un aroma più marcato, leggermente meno fredde in modo da poter apprezzare ogni sfumatura. Non penso di dover aggiungere altro.

Tra le birre ospiti, ricordo Duchesse de Bourgogne e Gouden Carolus Xmas; niente da obiettare, nemmeno su queste. Da notare che si può anche cenare, in questo brewpub: burger e insalate di vario tipo, ben fatti e con prezzi in linea col resto della città. Non aspettatevi nouvelle cuisine – ma questo non è una novità. Non è il cibo il punto forte della Town Hall Brewery, ma la grande varietà di birre, ognuna servita in un bicchiere adatto: nessuna sotto la sufficienza, alcune assolutamente eccelse. Come al solito, è bene evitare le imitazioni di stili europei; ma sugli stili più tipicamente statunitensi, ci sanno fare, e non poco.

Unica nota negativa: ad un mio amico hanno portato gli assaggi delle birre fisse invece che delle stagionali, come lui aveva ordinato; e nonostante l’errore fosse evidente, non c’è stato modo farglielo cambiare.

Giacomo

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