TNT Pub – Buonconvento (SI)

Category : Locali

Il TNT Pub si trova a Bibbiano, frazione di Buonconvento, in provincia di Siena. Da Siena ci si arriva abbastanza in fretta in macchina, e una volta arrivati a Bibbiano il pub è la prima cosa che si trova.

Un locale importante, per impostazione e per storia. Nasce quasi 15 anni fa, e già nel 2000 decide di puntare sulla birra belga, e lo fa in grande stile: si tratta infatti di un locale gestito direttamente da un importatore di birra (molto noto per la vendita online, tra l’altro) e quindi può offrire ai suoi clienti una scelta di bottiglie tra le migliori d’Italia.

Il nome è un tributo all’immaginario dei personaggi di Max Bunker, uno dei più grandi fenomeni del fumetto italiano, che – credo per motivi generazionali – conosco davvero poco o nulla.

Il locale è composto di tre sale: l’ingresso, in cui si trova il bancone e alcuni dei frigo con le bottiglie, una piccola sala con tavoli in legno e classica atmosfera “pub”, e una sala più grande con tavoli e ambiente molto più da pizzeria: perché il pub è anche pizzeria e ristorante, e si mangia più che bene a prezzi onesti.

Le bottiglie qui la fanno da padrone: un’ottima lista presenta schede per ogni birrificio con foto, etichette, schede dettagliate dedicate a ogni prodotto. C’è spazio per i tanti nomi noti e per gli emergenti, con ottima scelta e qualche esclusione eccellente (St. Feuillien), e diverse bottiglie di pregio (De Dolle Lichtervelds Blond, De Dolle Oerbier riserva sono solo le prime che ci vengono in mente).

I prezzi al tavolo, forti anche dell’approvvigionamento diretto, sono assolutamente competitivi (3,50 le 33 cl., 8,00 le 75 cl.), e la passione sincera. Ne è testimonianza il Villaggio della Birra, vero e proprio evento annuale che si svolge in un weekend di settembre da diversi anni (il prossimo appuntamento è fissato per il 5 e 6 settembre 2009): l’edizione 2008 ha visto la partecipazione di birrifici artigianali italiani (Lambrate, Montegioco, Olmaia, Petrognola), belgi (il già citato Boelens, Achilles, Cazeau) e approfondimenti dedicati alle trappiste e alle lambic, il tutto con la partecipazione di Lorenzo “Kuaska” Dabove e di Joris Pattyn.

BQ – Birra Artigianale di Qualità (Milano)

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Category : Locali

Il BQ – Birra Artigianale di Qualità si trova in via Losanna 36 a Milano, in una zona molto facilmente raggiungibile sia con i mezzi pubblici che in macchina (attenzione però, trovare parcheggio potrebbe non essere semplicissimo).

E’ un locale nuovissimo e quasi unico in Italia: ben 20 linee di spina, tutte dedicate a birre che non possono che suscitare entusiasmo a un vero appassionato.

Le birre sono scelte con competenza e passione, in uno spaziare di generi e provenienze che lascia senza fiato: stout, gose, kolsch, american pale ale, imperial porter, bock, pils. Oltre alle spine c’è una piccola lista di veri e propri capolavori d’annata in bottiglia: Westvleteren (la birra trappista prodotta nell’abbazia di St. Sixtus in Belgio, di difficile reperibilità), e una selezione di Baladin, Cantillon e De Dolle invecchiate o in edizioni speciali “riserva”.

La parte gastronomica prevede la stessa cura e ricercatezza nella scelta degli ingredienti con cui vengono preparati panini, tartine e taglieri: scordatevi la solita piadina cotto e fontina, si va dal salame d’oca alla ricotta di bufala, passando per paté di fagiano e speck riserva.

Le birre alla spina si possono prendere nella classica dosatura da “birra media” (0,40cl) a un prezzo assolutamente competitivo, specie per Milano (4,50 Euro) oppure provare un tris degustazione (4,00 euro per 3 bicchieri da 0,10cl) che stuzzica palato e curiosità.

Insomma, BQ ha quasi tutto ciò che serve per piacere a un appassionato di buona birra: tante linee di spina molto bene assortite e con una rotazione interessante, cibo invitante e prezzi onesti.

Il lato negativo, purtroppo, è l’ambiente: arredamento minimalista, luci e colori freddi, con pareti bianche e disadorne se non per qualche foto molto piccola e che non riesce a incuriosire.

Quando è molto affollato (venerdì e sabato sera) la struttura del locale e la disposizione dei tavoli rende ardua la conversazione, viceversa nelle altre serate l’arredamento spartano rattrista e non dà quel senso di accoglienza che una birreria di solito rappresenta. Il “salto verso l’enoteca” insomma se dal lato gastronomico è un successo, da quello sociale è un vero autogol.

Il sito del locale comprende il menù, la lista delle birre alla spina e in bottiglia, foto e contatti.

http://www.letseat.at/bqit/

Alessio

Stone Ruination IPA – Stone Brewery, California, USA

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Category : Birra

18 Dicembre, Brighton, perfida albione. Domani si torna nel Belpaese, ma la voglia di concludere quest’anno con la tanto agognata Dark Star Critical Mass è tanta. Prima di tornare a casa e far la valigia una puntata al pub di fiducia è quindi d’obbligo… entro, la spina è finita! non faccio in tempo a imprecare che il mio sguardo volge lievemente a sinistra, dove sono generalmente le spine delle host ales. Grazie a dio mi sono convinto a portare le lenti a contatto e il cartellino con la sigla giallo-su-nero “STONE” illumina il mio sguardo. Il ricordo della Stone IPA di dieci giorni fa è ancora vivido nella mia mente e sul mio palato. Controllo meglio e il cartellino recita “Stone Ruination IPA”; non ho dubbi: “May I have a pint of Stone IPA?” – “Cheers!”

Colore giallo paglierino, lieve carbonazione e cappello classico di una IPA… promette bene penso. Bevo un sorso: stupro! il palato è violentato da una mandria di luppoli che con la loro amarezza instaurano una sorta di regime totalitario sul mio palato. Nonostante questo la birra è adorabile, non di certo una “session beer”, ma sicuramente una di quelle in cui non mi dispiacerebbe morir annegato. Il finale è infatti lievemente più mite, invogliando a un altro sorso, che sicuramente non si farà desiderare molto a lungo. Finisco la pinta, soddisfatto, accendo una sigaretta: ho aspettato ad accenderla per non rovinare il gusto. La sigaretta ha un sapore simile a quello che può avere dopo aver fatto sesso. Sono stato violentato, ma – lo ammetto – mi è piaciuto. Torno a casa, la mia saliva è ancora luppolata, lo adoro; è il ricordo di quella birra che durerà per un po’ e che gusterò quasi quanto la pinta stessa. Controllo l’IBU (International Bitterness Unit) e la conferma scientifica si palesa: 100+! Hail to the hop!

Lorenzo

Guida pratica al Belgio rapido (parte II)

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Category : Viaggi

Riprendiamo il viaggio là dove ci eravamo lasciati, nelle Ardenne. Nella zona vicino ad Achouffe, oltre alla Fantome e alla Rulles (di cui abbiamo già accennato, e che purtroppo erano chiuse – contattate i rispettivi proprietari prima di andare!), c’è un’altra piccola perla da non perdersi: il ristorante/microbirreria Les 3 Fourquets (Google Maps). Lo stabile è una vecchia proprietà del birrificio Achouffe, e infatti si trova a meno di 20 minuti di distanza dall’omonimo villaggio. Quando la Achouffe è stata acquistata dalla Duvel Mortgaat, il vecchio proprietario della Achouffe, Pierre Gobron, ha deciso di tenersi l’attuale Les 3 Fourquets, e trasformarlo in microbirreria. Attualmente produce una sola birra, la Lupulus, un belgian ale con la freschezza della Chouffe di qualche anno fa, e una bella carica di luppolo in più. La sua idea era abbinare buon cibo e buona birra nello stesso posto. Purtroppo al momento il ristorante è chiuso per lavori; noi ci siamo passati lo stesso, e così abbiamo potuto fare quattro chiacchiere col gentilissimo proprietario, che ci ha fatto vedere l’interno del locale e offerto una birra. Potrete anche comprare bottiglie da 75cl dell’eccellente Lupulus (3 euro, un prezzo ridicolo vista la qualità; aggiungo come nota che la Lupulus è piuttosto facile da trovare anche in Italia, in quanto ha un distributore in Veneto). Quando il ristorante sarà riaperto, ci saranno anche tutte le spine del birrificio Achouffe. Vista la bellezza del luogo (d’estate probabilmente è un incanto, noi l’abbiamo trovato innevato), vale la pena farci una visita.

Da lì, abbiamo deciso di spostarci verso nord. Non sono a conoscenza di altri birrifici visitabili con taverna nella zona, oltre quelli già menzionati; quindi era giunto il momento di cambiare regione. Con circa un’ora e mezzo di viaggio si può arrivare nel piccolo villaggio di Tourpes, nella regione dell’Hainaut, sede del famoso birrificio Dupont (Google Maps). Il loro bar è piccolo ma ben fornito: potrete gustare tutte le birre prodotte, alcune alla spina, altre in bottiglia, comprese alcune introvabili nel resto del mondo (una su tutte: la sorprendente pils Redon). C’è anche un negozio di formaggi, sempre prodotti dalla Dupont, e un fornaio, ma il sabato e la domenica sono chiusi. Inoltre avrete modo di intrattenervi con la numerosa gioventù locale.

Secondo noi, una tappa da non perdere, anche se, visto il tipo di clientela, difficilmente sarà aperto fino a tardi. Dove passare la serata, quindi? A Tourpes non ci sono possibilità di pernottare, è un villaggio veramente piccolo. Tuttavia, a 10 minuti di distanza c’è Leuze, attraverso la quale siamo solo passati ma non è piccolissima ed ha sicuramente degli alberghi. Altrimenti, con meno di mezz’ora di macchina si può arrivare in città decisamente più grandi come Mons, Tournai, Kortrijk. C’è solo l’imbarazzo della scelta per alberghi, ostelli, bed & breakfast e, ovviamente, pub. In preparazione per la tappa finale (e più ambita) di questo breve escursione nel Belgio birraio: il selvaggio West.

Giacomo e Davide
(foto: courtesy Bonaga)

Guida pratica al Belgio rapido (parte I)

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Category : Viaggi

Capitano quei weekend lunghi in cui uno non abbia niente da fare. E se uno si organizza per tempo, quei weekend lunghi possono diventare un’ottima scusa per farsi un giro nel Belgio birraio. Quello che ci accingiamo a fare è un resoconto sul nostro viaggio di 3 giorni in Belgio, alla ricerca delle migliori birrerie, in modo tale che possa servirvi come guida se volete ricalcare le nostre orme. I dettagli su alcuni locali dove andare a bere arriveranno in seguito, ma anche le informazioni logistiche possono essere d’aiuto – e per adesso ci atteniamo a quelle.

Il viaggio inizia il venerdì mattina da Parigi, dopo aver noleggiato una macchina; ma siccome abbiamo fatto tappa all’aeroporto di Charleroi per prendere degli amici in arrivo dall’Italia (moltissimi i voli lowcost disponibili), possiamo considerare di partire da lì. Ci sono vari autonoleggi, e non avrete problemi.

Dove dirigersi inizialmente? La nostra idea era partire dal sud del Belgio, e progressivamente dirigersi verso nord. E così abbiamo fatto. Purtroppo la Brasserie Rulles era chiusa, quindi la prima tappa è stata la Fantome, nello sperduto villaggio di Soy, sulle Ardenne. Ci vogliono meno di 2 ore di macchina da Charleroi. La Fantome si è rivelata un disastro: il proprietario, nonostante ci avessimo fissato proprio il giorno prima via mail, si era assolutamente scordato di noi, e doveva andare via causa impegno urgente. L’affidabilità non è il suo forte; e questo si vede anche dalle birre, che alternano ottime produzioni e birre mediocri. Comunque il sabato e la domenica pomeriggio ci ha assicurato che la sua taverna, accanto alla birreria, è aperta. Tra l’altro, per andare a Soy passerete vicino a Rochefort; ma lì purtroppo non c’è nulla da vedere, e nemmeno un pub ufficiale dove bere la famosa trappista. Non bisogna comunque disperarsi: la zona delle Ardenne è ricchissima di birrifici, e a nemmeno 20 minuti di distanza si trova Achouffe, con l’altrettanto noto birrificio. La taverna è aperta la sera e propone ottimo cibo (per essere in Belgio) e birra in quantità a prezzi più che onesti. C’è anche il liquore al caffè da loro prodotto. E’ probabilmente l’unica taverna ufficiale di un birrificio dove potrete mangiare decentemente, quindi approfittatene senza timori. Ci sono anche molti piatti cucinati con la birra (coniglio alla Chouffe, costine di maiale alla McChouffe).

Davanti alla taverna c’è anche un’altro pub, che serve ovviamente tutta la linea Achouffe come ci hanno abituato: Chouffe, McChouffe, Chouffe N’Ice (natalizia) d’inverno, Chouffe Bok d’autunno, e alcuni cocktail Chouffe. Personalmente credo che le più riuscite siano sempre Chouffe e McChouffe. Però, a differenza della taverna della Achouffe, qua si trova anche la Lupulus d’estate: la nuova birra del precedente proprietario della Achouffe (prima che fosse comprata dalla Duvel/Moortgat). Avremo modo di parlarne in seguito, ma se vi capita l’occasione, non lasciatevela sfuggire: la Lupulus è veramente ottima.

Dove passare il resto della serata? A meno di 15 minuti di macchina da Achouffe (che è un po’ sperduto nel nulla) si trova la piccola cittadina di La-Roche-en-Ardennes, decisamente più grande di Achouffe. E’ un luogo di passaggio per camionisti: la sera, vicino al ponte c’è un pub aperto fino a tardi (per le usanze nord-europee). Alla spina ha sempre Chouffe più altre birre meno conosciute, ma se di Chouffe non ne potete proprio più, ha anche una vasta selezione di trappiste in bottiglia ai soliti prezzi irrisori (tutto meno di 3 euro). E ovviamente, il bicchiere è abbinato alla bottiglia.

Potete anche dormire in questo paese. Ci sono molti alberghetti a prezzi dignitosi; se pagate in contanti e dormite in molti nella stessa stanza, probabilmente riuscirete anche a strappare uno sconto. E dopo tutta la Chouffe che avrete bevuto, potrete fare anche voi il Live at Wembley.

Giacomo e Davide
(foto: courtesy of Duccio)

Goblin Pub – Pavullo (MO)

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Category : Locali

Inauguro la recensione dei locali nella “mia” zona con il migliore. Che sia il migliore non l’ho deciso io, è anni che è così e credo (e spero) che la situazione non cambi.
Il Goblin (www.goblinpub.net) si trova praticamente nel centro di Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena, a circa 35km dal capoluogo, direzione montagna (Google Maps). E’ facilmente raggiungibile grazie ad una strada scorrevole. Aperto dal 1990, è gestito con sapienza da Umberto, che racchiude in sè un pò tutti gli aspetti positivi di un gestore: simpatico e chiacchierone ma anche fermo e deciso nelle scelte commerciali.

Il locale non è particolarmente ampio, avrà una 50ina di posti a sedere; fatto interamente in legno (ma non aspettatevi un Irish Pub, come anche segnalato nei menù), è accogliente e caldo. Nel corso degli anni e grazie alle esperienze fatte, il Goblin è diventato famoso anche in Belgio e Umberto può vantare grandi collaborazioni con (tra le altre) Fantome e Cantillon, che hanno produzioni speciali per il suo locale, cosa che in Italia credo abbiano in pochi.

Ci sono 13 linee di spina. Tra queste, 4-5 sono fisse (due tedesche, una weiss e quasi sempre almeno una spina della White Dog), mentre le altre sono a rotazione. Difficilmente per due volte di fila si riusciranno a trovare le medesime “etichette”… considerato anche che una linea è dedicata alla produzione speciale di Fantome, che offre sempre qualcosa di originale. L’altro giorno per esempio era presente la Fantome Dark White, aromatizzata al pepe.
Nel corso delle visite, le spine trovate hanno sempre fatto un gran figurone: si annoverano spine di St.Feuillien Triple, Gouden Carolus Tripel, Moinette Blonde, La Divine, Het Kapittel ABT e Blonde, San Bernardus ABT, Gulden Draak, La Divine, Cantillon Rosè de Gambrinus… mica roba da niente. Ultimamente fanno bello sfoggio anche la Schlenkerla Urbock, di cui il locale ha l’esclusiva per l’Italia, e la Rubinia del BABB.

A proposito di bottiglie, giusto per non farsi mancare nulla, sul menù sono segnate 154 diverse etichette (ma comprese quelle fuori listino son oltre 300 quelle disponibili), per la quasi totalità provenienti dal Belgio, tra cui anche i particolari grandi formati (fino a 9 litri) di St.Feuillien e altre nobili marche.
Da segnalare, come spuntino, il formaggio con sale di sedano, che qualcuno di voi avrà probabilmente apprezzato nei viaggi in Belgio, e che si sposa alla perfezione con tutte le birre proposte e, solo su prenotazione, uno speciale menù (che sarà mia premura assaggiare) completamente dedicato alla cucina a base di birra.
I prezzi sono assolutamente concorrenziali. Consiglio la prenotazione del tavolo.

mattia