The Flying Horse – Aeroporto di Gatwick

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Categoria: Locali

La paura di perdere l’aereo è molto diffusa, ed è questa psicosi, unita al largo anticipo con cui ci si deve presentare in aeroporto per i vari check-in, controlli e imbarchi, che porta inevitabilmente all’insorgere di infiniti tempi morti, che rendono decisamente tediosi gli spostamenti aerei, specialmente per chi vola spesso.

Da abituale frequentatore della rotta VCE-LGW (Venezia-Londra Gatwick), ho praticamente supervisionato lo svolgimento dei lavori che hanno martoriato in quest’ultimo anno e mezzo l’aeroporto londinese. Il lungo e travagliato parto ha dato alla luce una seconda clearance area, una nuova sala giochi, qualche altro negozio e finalmente un pub, il tutto al secondo piano della sala d’attesa.

A dispetto di quanto possa sembrare dall’esterno, non è impossibile trovare un po’ di tranquillità tra i tavoli di legno scuro immersi nella penombra, con una libreria sul muro opposto al chilometrico bancone che aiuta a conferire un ulteriore senso di intimità. Oltre alle classiche lager commerciali e Guinness alla spina, il Flying Horse offriva inizialmente solo le diffusissime Greene King Abbott Ale e IPA; l’ultima mia visita è invece stata allietata dalla sorpresa di 4 ales a rotazione, tutte a £2.59 a pinta… un affare! Dato l’esagerato anticipo con cui mi sono presentato in aeroporto e la scontatissima assenza di qualsivoglia imprevisto o coda per i vari controlli a cui si viene sottoposti, ho avuto abbastanza tempo per testare la selezione di birre proposte. Tra una non eccelsa Gouden Carolus Ambrio (molto meglio la versione in bottiglia), una discreta Shepherd Neame Fuggles e una quasi oscena Namysłów Plum, è spiccata prepotentemente la York Centurion’s Ghost, felicissima scoperta – solo per me, essendo agli appassionati nota come la vincitrice del premio CAMRA per miglior strong bitter del 2007. Per ora la lista delle birre in bottiglia è desolatamente vuota. Il cibo servito, di buona qualità, è il classico dei pub inglesi.

Non si tratta certamente di un pub unico o particolamente originale, anzi, ma il contesto in cui si trova lo rende un’ottima arma per combattere la noia dell’attesa, ma già so che il prossimo weekend mi farò prender volentieri dalla psicosi di perdere il volo e mi presenterò in aeroporto con un anticipo spropositato! Ah, un consiglio: sedetevi a un tavolo da cui sia possibile scorgere il monitor con la lista dei voli, così potrete evitare di alzarvi ogni 5/10 minuti per andare a controllare se il vostro stia già imbarcando.

Unica controindicazione: probabilmente berrete più di una pinta – causa psicosi e conseguente anticipo esagerato – e, non appena allaccerete le cinture, vi scapperà una pipì fulminante, ma dovrete aspettare che quella maledetta spia si spenga…

Lorenzo

Commenti (1)

un po’ deluso dal weekend scorso, alla spina c’erano: Greene King IPA e Abbot Ale, Marstons Pedigree, Shepherd Neame Spitfire, Exmoor Gold e un’altra di bassa lega. Ho provato la Exmoor, dalla quale non mi aspettavo niente, ma ammetto che non era male. Certo la prima volta era andata molto meglio…

ora vediamo se per Natale mi fanno un regalino 🙂