Minneapolis

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Categoria: Viaggi

L’area delle Twin Cities è l’agglomerato urbano più popolato del Minnesota, in cui la parte del leone la fanno le due città di Minneapolis e St. Paul – appunto, le “città gemelle”: in totale, 3.5 milioni di abitanti. Il posto è freddo, molto freddo: d’inverno le temperature raramente superano lo zero, anche di giorno. Trovandomi a Minneapolis per lavoro per più di una settimana, non c’erano quindi molte cosa da fare la sera se non cercare qualche locale interessante – possibilmente vicino, data la temperatura glaciale. Ed ho scoperto una scena birraria interessantissima, della quale non ero minimamente a conoscenza (mea culpa). Ma andiamo con ordine.

Nelle Twin Cities si contano 13 luoghi di produzione della birra, includendo sia birrifici che microbirrerie; e questo ha subito stuzzicato la mia curiosità. Parlando di grandi birrifici, a Minneapolis si può trovare la Surly Brewing Co., mentre a St. Paul ha sede la Summit Brewing Company. Le loro birre alla spina si trovano in moltissimi locali della zona. Ci sono anche microbirrifici (ottima la Town Hall Brewery, uno dei migliori microbirrifici dove sia mai stato), e pub disseminati ovunque, alcuni con un numero impressionante di linee di spina (in almeno due pub ne ho contate più di 30). In futuro scriverò un articolo su tutti i posti più interessanti; per adesso, mi limito ai due birrifici più famosi.

La Surly Brewing Co. è un birrificio nato un po’ per caso, dalla passione per la birra del suo proprietario Omar che, nel 1994, ha ricevuto un kit per farsi la birra in casa; e da lì, tutto si è evoluto. Adesso la Surly vende birra in tutto il Minnesota, e anche a Chicago (ma solo in questi due posti – non la troverete da altre parti, per questioni legali). La loro produzione non è molto elevata, e consiste principalmente di ales e alcune stout. Non mi ha particolarmente colpito la Bender, un’ale scuro di qualità soltanto discreta, mentre ho trovato ottimo il Furious ale: un IPA prodotta con un malto eccezionale e una quantità di luppolo forse mai tentata prima. Addirittura 100 IBU (unità di misura dell’amarezza), per una birra con un distinto aroma di uva, un buon corpo di malto puro e un finale intensissimo di luppolo. Da non perdere. Notevole anche il Coffee Bender: un brown ale prodotto in quantità limitate, con una infusione di caffè durante il procedimento. Purtroppo non sono riuscito a trovare la loro birra più blasonata, la Darkness: a quanto mi è stato detto, tutta quella che viene prodotta ogni anno viene acquistata immediatamente e svanisce in un attimo.

La Summit Brewing Company, con sede a St. Paul, fu fondata nel 1986 con l’obiettivo di ricreare le birre artigianali dell’Upper Midwest. Nello stesso anno produssero il loro primo fusto di Summit Extra Pale Ale, un tipo di birra che negli anni successivi avrebbe conosciuto una enorme fortuna negli Stati Uniti, contribuendo al successo della Summit. Adesso produce circa 80000 barili l’anno, divisi tra le 11 birre proposte (alcune tutto l’anno, altre stagionali); questo la rende una delle 50 birrerie con la maggior produzione degli US. Tutt’altro che una microbirreria, quindi. Il loro Summit Extra Pale Ale è diffusissimo in tutta l’area delle Twin Cities, ed è un esempio di come una birra prodotta in quantità industriali non debba essere sinonimo di birra scadente. Non con questo è un capolavoro: ma è un più che onesto IPA, con uno stile un po’ a cavallo tra quelli inglesi e statunitensi, leggero, luppolatura non accentuata, sapore non forte, così come il profumo lascia presagire. Tuttavia, la carbonazione piacevole lo rende una “session beer” di tutto rispetto, facile da bere. Della loro gamma, a mio avviso la migliore è lo Winter Ale, prodotto con malti tostati, caramello, leggermente speziato. Ha un bel colore scuro, note di cioccolato e caramello, luppolatura impercettibile, così come l’alcool. Molto piacevole da bere; peccato sia disponibile solo d’inverno. Ad ogni modo, nonostante la vasta produzione ho trovato più che sufficiente la qualità delle loro birre; non paragonabile con la Surly, ma comunque degne di essere assaggiate. Nemmeno confrontabili con le pessime Lager o i Pale Ale industriali che vanno molto di moda negli Stati Uniti. Se passate da queste parti, è anche possibile visitare lo stabilimento.

Giacomo

Commenti (2)

гляди! Я ржал – http://ibigdan.livejournal.com/4243319.html – тема дня :) )
Фото на тему кризиса..
да, и спасибо за пост) добавил в избранное

Nice post u have here :D Added to my RSS reader

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